Andrea Samaritani Fotodipinte 2006-2016

ANDREA SAMARITANI “FOTODIPINTE 2006-2016”.
Fresco di stampa il catalogo con le mie fotodipinte realizzate nell’ultimo decennio.
Coedizione Minerva di Bologna-Alinari di Firenze.
Testo introduttivo di Paola de Polo (amministratore delegato di Alinari di Firenze). 48 pagine, 46 illustrazioni. In copertina “Silhouettes in piazza Duomo a Milano”, acrilico su fotografia, cm 20 x 30, 2010.

Il dagherrotipo, che sancì la nascita della fotografia nel 1839, era un unicum, positivo e negativo non riproducibile. Dato il potenziale di questa nuova arte, fu da subito evidente la necessità di sperimentare nuove soluzioni che potessero diffonderla su più larga scala. Nel 1841 Fox Talbot annunciò la scoperta del calotipo, negativo su carta: da quel momento la fotografia divenne riproducibile, fino ad arrivare alla pellicola moderna, grazie alla quale la fotografia si trasformò in fenomeno di massa.
Per essere una riproduzione del vero, alla fotografia mancava ancora il colore. I fotografi scelsero la strada più logica: le fotografie dipinte a mano. Gli studi fotografici, Alinari in primis, avevano i loro reparti di pittura, da cui uscivano delle vere e proprie opere d’arte a colori. Venivano usate sostanze naturali, all’anilina, la cui definizione, perfezione e dettaglio si ammirano ancora oggi sui capolavori di Felice Beato e della scuola di Yokohama, sulle foto d’arte Alinari, nonché sui ritratti e i paesaggi eseguiti dai più importanti fotografi e atelier.
I fratelli Lumière, all’inizio del ’900, brevettarono l’autochrome, la prima fotografia a colori: quest’ultima trovò applicazione definitiva intorno agli anni ’30 del secolo scorso, con le pellicole Agfa e Kodak. Oggi il mondo della fotografia ha invaso la nostra quotidianità, con centinaia di milioni di immagini realizzate quotidianamente, archiviate e dimenticate in chissà quale device, quasi mai stampate.
È quindi fondamentale distinguere, e valorizzare, la figura del fotografo da chi semplicemente scatta fotografie.
Nella storia di Alinari, la qualità è sempre stata una delle principali caratteristiche che l’hanno contraddistinta, in Italia e nel mondo.
Un paio di anni fa è stato avviato il progetto Alinari Contemporary, con un gruppo di fotografi selezionati per la realizzazione di campagne fotografiche. Tra questi, Andrea Samaritani, già collaboratore della Società, è stato una sorpresa per le sue fotodipinte. Lo abbiamo invitato a interpretare le immagini storiche che hanno reso famoso il nostro archivio, composto da oltre cinque milioni di fotografie: un esempio è la fotodipinta pubblicata a pag. 45, nonché altri soggetti tratti dalle collezioni Alinari, realizzati all’inizio del novecento. Vedute di Parigi, Venezia, Milano, Firenze, stampate con le tecniche artigianali ottocentesche nel nostro atelier in bianco/nero o seppia, ma mai a colori. L’abbiamo lasciato libero di riproporre le vedute con colori non necessariamente simili alla realtà, ma che sgorgassero dalla sua fantasia e dalla sua sensibilità di fotografo e artista.
Così facendo abbiamo determinato un passaggio epocale: dalla fedele riproduzione delle fotografie originali, alla libera interpretazione artistica delle fotodipinte.
Pittura, fotografia, estro e gusto personale si fondono in queste opere (fotografie? dipinti?).
In un mondo a colori, Samaritani è un nuovo protagonista dei colori del mondo.

Paola de Polo
Amministratore Delegato di Alinari Firenze


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